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Scritto dopo un'esperienza di cinque anni sulluso dellarte
contemporanea per |
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Principi generali
" Risorse informatiche e telematiche in uso a vantaggio dei
disabili".
Sociale pił profondo e telematica
La realta della "Casa Famiglia" ad
uso dei portatori di handicap, ben rara in Italia e nel resto del mondo, rappresenta uno
dei laboratori di desiderio sperimentale
piu appetibile per i cultori dinformatica. A ben vederla,
la cosa e ribaltabile fino al punto da far desiderare ai ragazzi tutta quella
tecnologia informatica che li
porterebbe nelle condizioni di pari opportunita nei confronti
degli altri coetanei normodotati.
Cose che, al momento, impedisce la realizzazione di questo connubio apparentemente vincente?
Due sono i fattori dimpedimento. Il primo
e costituito dagli alti costi relativi allacquisizione di strumenti ed alla
loro manutenzione. Il secondo e che ancora non
esiste un volontariato specializzato nella gestione ed addestramento
informatico. Queste sono esattamente le stesse motivazioni che si adducono a
giustificazione
dellattuale mancata realizzazione di reti nelle scuole. Difficilmente
puo essere colmato il gap prima di aver risolto il nodo scolastico. Il sociale
piu profondo con le
sue disabilita ed angosce e riuscito a capire tutto
questo. Ha realizzato che e piu facile andare che non far venire.
Proviamo ad immaginare unintera
popolazione di una Casa Famiglia che si muova per andare a navigare su
Internet da un luogo pubblico. Quale forza di volonta puo spingere anche i
piu gravi a
muoversi? Tutti loro, nessuno escluso, hanno percepito che questa
novita sostanziale nella comunicazione rappresenta unavventura intellettuale
da non perdere e
corrono a loro modo. Ma ce di piu, quando questi abitanti
della Casa Famiglia, si ritrovano descritti e partecipi di un ipertesto che li riguarda,
non cedono
unistante durante la navigazione.
pseudoscultura
"Profiterol"
Sociale, profondo sociale. Telematica conosciuta
come mezzo storicizzante di avvenimenti progettuali di cui gli stessi portatori di
handicap sono stati per anni
protagonisti. Internet, strumento disponibile a narrare tutto di loro,
in una specie di work in progress artistico, contemporaneamente passato, presente e
futuro.
Questi sono gli strumenti meravigliosi messi a disposizione dalliter
informatico.
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Una cittą invisibile, ovvero la loro possibile Casa Famiglia Telematica, quale luogo secondario daccoglienza, altra meraviglia virtuale ma, ludica.
Se rimane impossibile pretendere dalla telematica,
luniformita dei trattamenti per disabili e portatori di handicap dislocati
nelle piu diverse condizioni sociali, e
tuttavia facile adattarla alle loro esigenze senza travolgerli, nel
rispetto dei loro ritmi, addirittura abituandoli a scegliere i modi ed i tempi di
fruizione.
Un modello sperimentale come quello della Cittą Invisibile ,ormai concluso come esperienza
telematica, in cui esistevano tutte le componenti del vivere civile
descritte come in un living theatre, sempre intercettabile, mutante nelle
proprie liste di discussione e trasformante attraverso un continuo democratico confronto,
strutturato e protetto dai propri volontari e, senza dubbio, un modello
esaltante e vincente. I disabili ebbero la grande opportunita di essere immersi nel
vissuto
quotidiano e di scegliersi strade di dialogo mai prima dora
immaginabili. Multimedialita, spazialita e grande variabilita nel
dialogo costituiscono
particolari adattatori non strumentali. Progettualita e poetica,
gestite direttamente o mediate da volontari, tolgono la passivita laconica rendendo
protagonista (seppure a livelli differenziati) il disabile.
L luomo che non ha piu lansia di
aspettere un evento, che lo crea, che se lo adatta, e un uomo che puo vivere
felice. Questo e uno dei punti che
veramente possono fare la differenza tra un modello
telematico utile ed un altro derivato da forzature tecnocratiche imposte.
Larte multimediale ed il disabile. Quale rapporto possibile?
Con il termine "arte multimediale" si vuol
definire una porzione dellarte contemporanea che si origina dalluso di mezzi
despressione legati a percezioni sensorie
differenti. La pittura come realizzazione di immagini colorate e la
scultura come proposta di solidita tridimensionale sono ormai archeologia
darte. Lingresso della
body art, dellarte comportamentale, luso e la restituzione
artistica dei materiali poveri nel contemporaneo, ha vivacizzato una disciplina che
sembrava aver
raggiunto la sua fine. La fusione del tutto ha inaugurato lepoca
della performance, della land art e della multimedialita. Multimedialita che
non prescinde dalla
multidisciplinarieta. Ed ecco che si forma un tuttuno
armonioso tra espressione pittorica, scultorea, musicale e teatrale con possibilita
dinserimento in ogni luogo
fruibile anche dai portatori di handicap. Esperienze artistiche in vecchie
fabbriche, sperimentazioni in porzioni di territorio urbano, azioni di land art
dimostrative e, in
minor misura, luso della musealizzazione nelle sale espositive,
sono le caratteristiche legate allarte di questa fine secolo.
A questo punto, inevitabilmente, esistevano tutte le
premesse affinche la sperimentazione artistica coinvolgesse anche il mondo delle
disabilita. Pochi artisti, per la
verita, sono riusciti ad addentrarsi in questo spazio senza eccessive
pretese educative, con lintento di rapportarsi con unarte nuova. I disabili in
generale ed i
portatori di handicap in particolare, sono stati quasi naturalmente
introdotti in questo tipo di arte che presenta grande variabilita e consente ai suoi
fruitori una
pressoche completa possibilita di espressioni . Sollievo
terapeutico e gestione del quotidiano sono considerate, da specialisti ed addetti ai
lavori, i due ingredienti
principali per consentirne laccettazione come attivita
autorizzata. In realta, lartista che crea insieme a loro si rende subito conto
che tutti insieme sono veri e propri
protagonisti. La stessa opera darte ha piu titoli, porta
piu firme, viene rielaborata e manipolata, risente in ultimo della sua valenza
effimera senza creare traumi. Un
numero sommerso di piccoli difetti compresi in quel mare di disabilita
talvolta descritta come irrecuperabile da psicologi, psichiatri e fisioterapeuti, vengono
scoperti e spesso risolti positivamente da questo modo di fare arte. Larte
multimediale crea un rapporto nuovo del tutto personale. Si incontrano suoni, colori,
plasticita delle
forme, manipolazione, teatralizzazione. Il portatore di handicap riesce ad
immergere una seppur piccola porzione della sua mente, del suo corpo, dei suoi sentimenti
espressivi in almeno uno di questi settori multimediali. Del tutto
recentemente lo scrivente ha associato al concetto dellarte multimediale, quello
equivalente del suo
derivato informatico. La storicizzazione degli eventi di cui e stato
protagonista insieme al gruppo dei portatori di handicap a Livorno fu anche documentata
nel
lavoro nella storica Cittą Invisibile (primo web di volontariato
italiano in Internet).
Tale sperimentazione che sta proseguendo (e al suo
quinto anno) si compone di eventi visivi, musicali, pseudoscultorei, recitativi ed e
rivolta a portatori di handicap
a differenti patologie. Lefficacia terapeutica di questo modo di fare
arte la si deve anche allallargamento dei fruitori che consente una migliore
socializzazione e
divulgazione dei problemi. Infatti gli stessi eventi multimediali coinvolgono
anche soggetti cosiddetti "normodotati". Tutto questo e unulteriore
conferma che larte e
un linguaggio universale, ancorpiu quando essa viene travasata
direttamente su reti telematiche. Se il futuro e rappresentabile con un presente
piu evoluto, e lecito
pensare che ad ogni salto telematico possa corrisponderne uno equivalente
nella sperimentazione artistica multimediale nel mondo della disabilitą.
Fine. 4 Giugno 1997.
Paolo Pasquinelli